Progetti per i Bambini
In Collaborazione con:
Frati Minori Cappuccini di Lombardia, Frati Minori di Lombardia,
Provincia Italiana di S. Antonio di Padova (Frati Minori Conventuali), Sorelle Povere di S. Chiara (Clarisse)
L’avvio di questo sito che presenta le iniziative dell’associazione “Amici di frate Cecilio” vuole essere anche un ringraziamento personale e il compiersi di una promessa che anni fa feci a un mio confratello sacerdote, di nome fra Isacco Pasini.
L’incontro con una persona di cui si è avuto modo di apprezzarne le doti umane, le virtù spirituali, la semplicità e l’affabilità di un’accoglienza, spesso danno origine ad un’esperienza profonda che diventa desiderio di imitazione, di condivisione di un ideale che il confronto con il reale ne esalta la verità.
Altre volte lo stesso desiderio di imitazione degli ideali che hanno fatto “grande” una persona non avviene per un suo incontro diretto ma attraverso altri che quella persona hanno potuto conoscere e che ne hanno continuato l’opera o la testimonianza.
La conoscenza di fra Cecilio, Servo di Dio, io l’ho potuta inizialmente approfondire attraverso l’impegno profuso da fra Isacco che ha curato la vice postulazione della sua causa di beatificazione. La devozione di fra Isacco, i suoi appassionati racconti e quanto poi di fra Cecilio ho potuto conoscere attraverso le pubblicazioni che ne diffondevano la vita, le opere, la santità, hanno fatto crescere in me non solo sentimenti di affetto e di stima nei suoi confronti, ma anche, e soprattutto, un legame che mi ha coinvolto esistenzialmente.
La conoscenza esteriore di fra Cecilio si è interiorizzata nella mia sensibilità, nella mia esperienza, nel mio desiderio di ricerca di senso e di concretezza, così che ho potuto rileggerne la sua peculiare spiritualità che in me cercava di tracciare un nuovo solco per continuare ad esprimere il carisma di carità che il Servo di Dio ha manifestato nei confronti delle mamme che portavano a lui i propri figli e che le aprivano il proprio cuore con le gioie e i dolori, le angosce e le speranze di ogni famiglia.
Ora che fra Cecilio continua il suo apostolato con l’intercessione dal cielo io, molto più semplicemente, mi sono proposto di continuare la sua opera per assistere ancora materialmente le esigenze dei bambini, per farmi prossimo alla loro sofferenza, consolazione alle loro mamme. Il concreto servizio della carità, che fra Cecilio ha iniziato a suo modo e che sopravvive alla sua persona, continua ora nell’associazione “Amici di frate Cecilio” diventando circostanza e occasione per approfondire la sua spiritualità, per diffondere la sua conoscenza, per valorizzare la sua opera e, nella responsabile devozione, mantenerne viva la fama di santità.
Ecco alcuni motivi che sostengono il mio desiderio di continuare nell’opera di fra Cecilio e di far conoscere la sua figura di santità. I mezzi sono quelli più confacenti alla mia personalità e alle mie capacità. Il metodo è quello che mi ha insegnato fra Isacco: operare in semplicità di spirito, con la gioia nel cuore come i piccoli, con adulta e perseverante carità fraterna.
Ringrazio il Signore per il dono di fra Cecilio e per la sua vocazione convinta di frate cappuccino che ha condiviso, facendole sue, le povertà del suo tempo.
Ringrazio fra Isacco che, con il suo lavoro di vicepostulatore mi ha permesso di apprezzare e approfondire la santità di fra Cecilio, ma che con la sua devozione mi ha permesso di raccoglierne lo spirito e di personalizzare il servizio ai piccoli dei nostri giorni che percorrono il mio stesso tratto di strada.
Ringrazio tutti i miei confratelli della provincia dei Frati Minori Cappuccini di Lombardia che con me sostengono queste iniziative e mi incoraggiano a diffonderle; tra loro, un grato ricordo va al Vicario provinciale che, come attuale superiore maggiore, mi permette di seguire l’intuizione che ho avuto, come anche alla mia fraternità che mi lascia il tempo per organizzare ciò che è necessario.
Un ringraziamento particolare al Ministro generale, fra Mauro Jõhri, che mi ha confermato la fiducia espressa dalla Provincia, estendendola così il consenso a livello di Ordine.
Ringrazio i Frati Minori della provincia di Lombardia, i Frati Minori Conventuali della provincia Italiana di S. Antonio di Padova e le Sorelle Povere di S. Chiara (le monache Clarisse) che, nel comune spirito francescano, condividono la solidarietà con quanti si trovano in condizione di disagio e necessitano di aiuto.
Raccogliendo, come preziosa eredità da condividere, lo spirito di fra Cecilio, volendo diffondere la sua opera di carità, ben consapevole dei miei limiti, termino rivolgendo a ciascuno di voi la frase con cui fra Cecilio accoglieva tutti coloro che incontrava: “Sai che il Signore ti vuole bene?”. E se il Signore ti vuole bene, ci vuole bene, “amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio” (cf 1Gv 4, 7).
fra Mauro OFMCap.
Isacco era nato a Lovere nel 1928 ed il 7 giugno avrebbe compiuto 80 anni; nel 1947 aveva emesso la sua prima professione e, sempre a Lovere, nel 1950 la professione perpetua.
Nel 1954, anno mariano, venne ordinato presbitero a Milano per poi iniziare un rodaggio pastorale come predicatore e coadiutore in parrocchia e come prefetto di sacrestia. Nel 1967 lo troviamo a Cremona come responsabile della formazione dei post-novizi e guida spirituale per i fratelli laici.
Nel 1970 sale a Ghirla (VA) nelle vicinanze del confine svizzero come assistente spirituale del Romitaggio “Il Ceppo”, struttura immersa nei boschi. Lo ricordiamo nei 10 anni presso il Centro di accoglienza spirituale, non solo come assistente ma anche come indefesso lavoratore, nel riparare i tetti carichi di neve nei nevosissimi inverni della Val Ganna, aiutato come lui spesso sottolineava dal fedele "Angelo Custode", nelle opere di falegnameria o come cuoco esperto ed accogliente per ogni pellegrino. Padre Isacco nella memoria di molti aveva trasformato il Romitaggio di Ghirla in un luogo tipicamente francescano dove l'accoglienza e la fraternità erano fulcro attorno al quale l'esperienza romitica cambiava e accresceva la spiritualità senza nulla pretendere ma offrendo nel silenzio di un luogo così particolare pace e serenità.
Nel 1980 viene richiamato a Milano nel convento di Musocco presso il Cimitero Monumentale come cappellano ed ivi inizia anche la sua prima esperienza tipografica.
Poi ritorna in Viale Piave nel convento di Monforte a fianco di Cecilio Cortinovis come addetto all'Opera S. Francesco per i poveri, oggi una tra le più grandi opere di assistenza nella città di Milano, con !centinaia di pasti caldi distribuiti giornalmente. Nei suoi racconti di quegli anni trascorsi in Viale Piave con Frate Cecilio ricordava spesso storie di uomini e donne ai margini della società, ma pur sempre con una dignità (i suoi barboni).
Dopo la morte di Frate Cecilio (10/04/84) rimane ancora a Monforte, prima come custode attento della tradizione di povertà e carità del Fraticello, poi come vice postulatore della causa di canonizzazione, raccogliendo documenti, molte memorie e scritti, nonché materiale ed oggetti a lui cari.
Inizia, quindi, la pubblicazione della rivista "Amici di Frate Cecilio", affiancato da un gruppo di volontari e collaboratori devoti che dedicano senza tregua tempo ed energia alla divulgazione delle memorie e degli scritti del "fraticello".
Per Padre Isacco inizia così un periodo di forte legame spirituale con Frate Cecilio attraverso lo studio e la comprensione delle sue memorie e della sua spiritualità, alternando ore passate in confessionale ad ore dedite alla 'redazione delle pubblicazioni. Aumentano così i devoti ad una spiritualità semplice e povera del fraticello che Padre Isacco traduce in scritti e memorie e meditazioni che mensilmente raggiungono centinaia di persone.
Ricordo Padre Isacco come uomo di poche parole, che poteva sembrare un poco burbero ma, nella realtà, dolce e comprensivo; incarnava in sé la misericordia del Padre sempre pronto ad accogliere e ascoltare chiunque. Un religioso vecchio stampo che aveva fatto dell'obbedienza un segno caratterizzante, della povertà !francescana una qualità da non esibire ma da vivere, della forza nella fede un'ancora cui aggrapparsi sempre, un uomo vero che ad ogni incontro degli ultimi anni diceva sempre... “Grazie Grazie Grazie e una Ave Maria per me".
Giambattista Cottinelli